Piccola morte

Conserva un residuo
d’amore
per quando andrai via,
abbi un’ultima cura
per me.

E vai via
senza farti sentire,
e vai via a piedi scalzi,
e vai via come un gatto;
esci come la notte
mentre ancora sonnecchio,
non guardarmi neanche,
dammi un bacio di vento,
non lasciarmi
un biglietto, né un fiore
all’ingresso.

Tanto il muto passare
delle ore,
il compianto di tutte le cose
mi diranno di te.

Ma la porta, ti dico,
la porta tu lasciala
un poco socchiusa,
fai passare l’odore
del giorno,
e la luce che attende
il risveglio.
Cosicché,
non appena vorrò,
potrò uscire
e tu, forse, volendo,
tornare.

Rendi dolce
come un lento risveglio
questa piccola morte
apparente.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Pedro Tapa

Si ringrazia massimolegnani per avermi suggerito di cambiare il finale

Rifugi

Non mi è rifugio
il sonno,
questa notte.

Il sasso – appendice
del giorno trascorso –
è slegato ora ai piedi
del letto;
chissà se si allevia
al pesare delle ore
e dell’aria.

Vorrei fosse polvere sparsa
al mattino.

Il mio corpo spogliato
è leggero,
ha cambiato il suo stato
e al momento lo inquieta
l’assetto del volo,
dove anche un lenzuolo
è fardello e nemico.

Allora si fionda, impazzando,
la mente, e sebbene sia stanca,
si applica in versi, pensieri,
e parole da dirti,
ma è fallace il suo slancio
e si schianta in un lampo
nel buio.

Il tuo odore mi manca e il rifugio
è in quel poco tessuto
dell’unica cosa rimasta
– che neanche più odora – di te:

tra le pieghe nascondo
il mio viso strofino
percorro respiro
fino all’ultimo appiglio
che quasi,
che quasi

ti sento
e più nulla ricordo
al risveglio.

È come anestetico,
a volte,
ingannarsi.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: OhGigue

Preludio

 

 

Sbocciano gli occhi
all’epilogo del sonno.

Sei il mattino
che scorre
fra lamelle
di persiane chiuse
da tempo.

Le allargo un altro po’
per farti strada
fra gli intervalli
del legno
che piano si riscalda.

L’imposta a poco a poco
si spalanca,
tu indossi un sole giallo
al posto della gonna,
e prilli su di me.

Il sonno mi dà il suo arrivederci
– e tu –
non serve che mi dici buongiorno.

 

 

 

 

🎧:  Sunday  morning – The Velvet Underground

 


Credits

immagine in evidenza: Alessandro Gottardo

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