Tra le mani

Tra lo scrigno delle mani
custodisco la mia gioia,
il tuo bel viso.

Come un riccio un poco schiuso di castagna,
o le valve che nascondono una perla,
come un calice a difesa della tua corolla bruna,
ergo valli per celare i nostri baci.

E trattengo, piano e insieme
avidamente, la tua bocca
come l’acqua del deserto
che non basta,
grano in tempi di miseria.

Ti trattengo come fossi una partenza.

Tra lo scrigno delle mani
io racchiudo un altro mondo:
mari stretti come anelli,
colli, valli, ed una selva
cresce attorno alle tue labbra,
madreperla che scintilla
la frontiera dei tuoi denti,
un vulcano che respira
arde appena sopra il mio;
la mia mano perde forza,
si abbandona sul tuo braccio,
l’aria è calda come agosto,
la tua pelle invece è fresca,
sottobosco che germoglia
all’ombra sciolta dei capelli.
Il tuo refolo sul collo
mi rianima e scompiglia.

Sposto un attimo le mani,
ora a forma di conchiglia,
chiudo l’antro del tuo orecchio,
la mia voce giunge in fondo al labirinto:

non è mare ciò che senti
in lontananza,
l’onda dolce che bisbiglia,
la parola in consonanza
che assomiglia.


Credits

Immagine in evidenza: Riccardo Guasco

D’estate si esagera

D’estate si esagera,
si esagera sempre.

Il ragazzo felice dimora nell’aria
e se innamorato lo grida agli uccelli
scalando i palazzi di notte dai tetti
trasmette alla luna l’ebbrezza dei baci.

Il ragazzo scontento s’immerge nell’ombra
e in un letto d’inverno lo raggiunge il rimbombo
di risa e schiamazzi dal mare.
E lei che lì fuori sorride
ad un altro gli pare
la donna più bella del mondo.

La vita è più vita e la morte più morte
d’estate, e se solo un amore ti lascia
il suo vuoto smisura ed il sole si oscura
ed ancora brutale ti acceca.

D’estate si esagera,
si esagera sempre.

E non resta che attesa
di coscienze destate d’autunno:
un settembre sincero
renderà lucidissime
le emozioni che senti,
e dirà senza inganni

quanto veramente tu ami,
quanto veramente tu manchi.

 

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza : Alessandro Gottardo

Segreti essenziali

Fascerò uno ad uno
i miei teneri aculei
a più giri di nastri di seta,
cosicché le tue mani di pane
non avran da temere
a volermi toccare
ed amare,
e soltanto
i secreti essenziali,
il velluto rubino
dei petali
avrai da sentire;
vorrei dirti comunque
di fare attenzione,
– mi spaventa
la tua fragile tempra –

che per quanto
io provi a non farti
del male,
per quanto io provi,
può darsi che accada.

Perché essere al mondo
funziona così.

E no, non significa
amarti di meno,
ma essere misero
fiore di spine,
essere misero
essere
umano.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Jenny Liz Rome

Gli occhi non servono

 

 

C’è un paese
affacciato sul mare,
ogni dí splende il sole
e la notte è serena,
puntinata di fori
di luce
sopra case minute
e di tanti colori
vivaci;
l’aria tiepida,
come in maggio,
s’insinua tra i fiori
e s’impregna,
passando,
dei loro profumi,
l’annuso ascoltando
la melodia degli uccelli,
una fragola assaggio,
una brezza leggera
mi smuove i capelli
e disperde il dolore.

C’è un paese dove sono felice.
C’è un paese dove tu ami me,
mentre faccio lo stesso con te.

Quel paese si chiama poesia.

Gli occhi non servono,
chiudili pure,
se mi prendi la mano
ti porto con me,
un verso alla volta
t’insegno la via.

 

 

 

🎧: (What a) Wonderful world – Sam Cooke

Strawberry fields forever – The Beatles

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Hülya Özdemir

Autunno

Autunno,
le tue sembianze
mi colmano l’anima
d’incanto,
e quest’umida pianura
è meno fredda e scortese
dei tuoi colori abbigliata.

Cammino su preziosi tappeti
d’oro e di bronzo,
accartocciati
e scricchiolanti,
mentre col naso in su

scorgo

mosaici d’argento
contornati da miriadi
di braccia
intricate di corteccia,
quali possenti,
quali esili,
adornate di svolazzi
color dell’ocra,
rosso tramonto e guizzi
di verde perseveranza
che sussurrano fra loro
tristi parole di commiato.

Allora, delle foglie
– salutando le sorelle,
ancor lì,
per poco,
appuntate –
danzano leggiadre
nell’aria di novembre
e, calamitate dalla madre
terra,
lievemente si adagiano
fra le altre compagne
prima di vita,
ora di morte,
prone per essere calpestate
dal passo cieco e noncurante
dell’umana indifferenza.

 

 

 

 

 🎧 : Autumn Leaves – Chet Baker


Credits

Immagine in evidenza: Yao Cheng

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