Mi basta un niente

Mi accontento di brevi felicità:

un libro appena preso,
accarezzare il gatto,
qualcosa che mi piace da mangiare,
il vino buono, un bel vestito,
andare un po’ a teatro.

Il resto, nel frattempo,
scorre liscio,
e quasi mi stupisco
se non ti penso affatto,
a ridere di gusto,
di stare credo bene.

Ma poi mi basta un niente,
il guizzo di un ricordo:

la scia di una canzone
che ritorna,
un po’ del tuo sapore
trattenuto,
la luce repentina di uno sguardo,
la linea del profilo mentre guidi,
Valeria”,
come lo dici,
un uomo che non c’entra
e ti somiglia,
la mano aperta impressa
e ancora cara,
le labbra che s’increspano un pochino
se le chiudi.

E in me,
da qualche parte,
esplodi amore.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Francisca Borzea

Il mio piccolo cielo sul mare

Ansima il cielo,
il mio piccolo cielo sul mare,
e mi chiedo se sa,
se ha visto a Ponente
quel ponte campato
crollare,
le vite all’oscuro
cadere,
i volti distinti
degli uomini in grigio
gli esperti
annegare ogni colpa.

Io credo che sappia,
– m’illudo c’insegni –
e su questa mia piccola terra
mi sembra che si agiti
in alto una belva,
e ha gli artigli lucenti
che graffiano i lividi
muri,
un ruggito che intima fuga.

La minaccia è incombente,
ma la gente al suo lido rimane,
l’estate, la vita normale
continua

– È giunta la pioggia
– No, è solo un bambino che gioca
coi sassi sull’acqua

Attendono gli uomini,
indugiano, sfidano il tempo

e nel mentre dimenticano

finché non arriva
– annunciato –
il tracollo del pianto.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Nynne Rosenvinge

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