Quando il mondo, d’un tratto, si ferma

La Luna, d’un tratto, si ferma,
e la Terra la segue a sua volta;

si zittiscono i soffi del vento,
i mulinelli del mare in assenza di onde,
nei campi i giganti dell’uomo
dalle eliche bianche;

un treno sospeso in campagna
ritarda l’arrivo in città;

l’automobile termina il suo girotondo
trovando un parcheggio,
il carosello giù in piazza
interrompe lo spasso;

cade la trottola di una bambina,
l’hula hoop dalla vita
precipita ai piedi di un’altra;

la lavatrice di colpo si arresta,
le lancette in cucina
rimangono immobili alle tre
e ventitré,

la girandola attonita sulla finestra
ci fissa.

Solo una musica lenta
mi sembra volteggi
nell’unica stanza
rimasta nel mondo,

e noi due
concentrati
in un ballo.

 

 

 

 

🎧: Sea diver – Mott the Hopple


Credits

Immagine in evidenza: Saul Steinberg

Primasera

Non sono più qui,
e neanche tu
sei qui:
lo sento.

Mi disoriento sicura:
quello che provo
è la mia sola guida.
Non so con esattezza
dove siamo,
è un posto sconosciuto
che ho veduto di straforo
tempo fa.

L’unica certezza
è che ci sei anche tu.

In questa nuova dimensione,
il qui altrove,
percepisco brulicare
l’emozione,
farsi strada sottopelle,
sfrigolare nelle vene,
concentrarsi nelle mani,
quasi a esplodere le dita,
mulinare in ogni parte
del mio corpo,
tremolare come fa
l’aria rovente,
quando il cielo
con la sabbia
concepisce l’orizzonte.

E non penso sia illusione.
No, non penso
a niente.

Sento solo che anche tu
vivi con me,
bruci con me,
e te ne vai,
migri nell’aria,
nelle traiettorie dei gabbiani
sulle nostre teste diventate
un’unica memoria,
nella musica che piove
dentro, addosso,
e dappertutto,
nel blu cangiante
della primasera,
nei lampioni incandescenti
che si accendono sull’acqua,
nel golfo calmo
e nella barchetta calma
di un pescatore assorto
nel guscio dei suoi riti
quotidiani,
negli automatismi
di un lavoro sempre uguale,
che forse sta fingendo,
o forse non si accorge
veramente
che un attimo prima
eravamo lì a parlare,
e un attimo dopo,
svaniti
nell’iridescenza della sera,
nella pioggia sottilissima
di un canto.

 

 

 

 

🎧: Pino Daniele – Quanno chiove

 


Credits

Immagine in evidenza: Agnes Cecile (Silvia Pelissero)

Blog su WordPress.com.

Su ↑