Piccola morte

Conserva un residuo
d’amore
per quando andrai via,
abbi un’ultima cura
per me.

E vai via
senza farti sentire,
e vai via a piedi scalzi,
e vai via come un gatto;
esci come la notte
mentre ancora sonnecchio,
non guardarmi neanche,
dammi un bacio di vento,
non lasciarmi
un biglietto, né un fiore
all’ingresso.

Tanto il muto passare
delle ore,
il compianto di tutte le cose
mi diranno di te.

Ma la porta, ti dico,
la porta tu lasciala
un poco socchiusa,
fai passare l’odore
del giorno,
e la luce che attende
il risveglio.
Cosicché,
non appena vorrò,
potrò uscire
e tu, forse, volendo,
tornare.

Rendi dolce
come un lento risveglio
questa piccola morte
apparente.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Pedro Tapa

Si ringrazia massimolegnani per avermi suggerito di cambiare il finale

Il principio di un amore

Quanto fragile può essere
il principio di un amore,
quanto effimera
la luce del germoglio;
quanto forte la speranza
di resistere agli eventi,
all’incostanza nella cura,
la dipendenza
dal nostro essere acqua pura,
o vento caldo e dirompente.

Così teniamo,
tenere, le mani
come attorno a una fiammella,
per poi scontrarci senza accorgerci
di stare a calpestarlo.

Chiediamo troppo a questa vita
che non si sa cosa sarà?

Se quercia eterna,
o getto breve della terra.

La sua risposta è già riposta
nel suo seme.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Kristine Graudule

Il mio piccolo cielo sul mare

Ansima il cielo,
il mio piccolo cielo sul mare,
e mi chiedo se sa,
se ha visto a Ponente
quel ponte campato
crollare,
le vite all’oscuro
cadere,
i volti distinti
degli uomini in grigio
gli esperti
annegare ogni colpa.

Io credo che sappia,
– m’illudo c’insegni –
e su questa mia piccola terra
mi sembra che si agiti
in alto una belva,
e ha gli artigli lucenti
che graffiano i lividi
muri,
un ruggito che intima fuga.

La minaccia è incombente,
ma la gente al suo lido rimane,
l’estate, la vita normale
continua

– È giunta la pioggia
– No, è solo un bambino che gioca
coi sassi sull’acqua

Attendono gli uomini,
indugiano, sfidano il tempo

e nel mentre dimenticano

finché non arriva
– annunciato –
il tracollo del pianto.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Nynne Rosenvinge

D’estate si esagera

D’estate si esagera,
si esagera sempre.

Il ragazzo felice dimora nell’aria
e se innamorato lo grida agli uccelli
scalando i palazzi di notte dai tetti
trasmette alla luna l’ebbrezza dei baci.

Il ragazzo scontento s’immerge nell’ombra
e in un letto d’inverno lo raggiunge il rimbombo
di risa e schiamazzi dal mare.
E lei che lì fuori sorride
ad un altro gli pare
la donna più bella del mondo.

La vita è più vita e la morte più morte
d’estate, e se solo un amore ti lascia
il suo vuoto smisura ed il sole si oscura
ed ancora brutale ti acceca.

D’estate si esagera,
si esagera sempre.

E non resta che attesa
di coscienze destate d’autunno:
un settembre sincero
renderà lucidissime
le emozioni che senti,
e dirà senza inganni

quanto veramente tu ami,
quanto veramente tu manchi.

 

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza : Alessandro Gottardo

In nero

Morire per quattro lamiere:
ricordo
le spade affilate
del sole;
morire tra quattro lamiere:
vorrei
le braccia dolci
di mia madre.

Morire perché nero
non è già solo un colore,
è ancora una condanna,
ed un “contratto”;
morire perché non basta
avermi già mortificato
per venti euro di compenso
e cumuli d’arance
rosse di vergogna;
morire perché un uomo
mi ha sparato come a un ladro,
decretando
che questo
era il mio giorno;
morire perché sto solo
sto solo
cercando
un posto
in questo mondo.

Che credevo mi (a)spettasse.

Ma forse non esisto,
io non sento differenza
ora che son qui riverso
sopra il rosso
del mio sangue,
confondendolo col succo
delle arance,
sulla terra dove ho mosso
il primo passo da diverso,
che mi ha accolto
– tra lamiere –
già da morto.

O forse sto esistendo
solamente per un giorno,
io non sento indifferenza
oggi che il mio volto serio
è sulla stampa nazionale,
che il mio nome sembra vero
sulle bocche della gente,
ma in un niente sbiadirò
dopo alcune settimane.

Faccio in tempo
a salutarvi,
miei compagni di dolore,
di pianti dirottati
sulla fronte,
e di sorrisi a denti stretti,
delle ore a lavorare
sotto il sole
senza alcuna protezione
di viaggi disperati,
lotte sindacali,
ed illusioni.

Addio,
sopravvissuti
al candido terrore.

In nero,
questa volta,
pago io.

 

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Paolo Castaldi

Incidenti di percorso

 

 

Cos’è lo stare al mondo
se non volare
come una farfalla,
un rondone,
un moscerino,
ingenui in allegrezza
discosti dal pericolo
per l’aria di campagna
la vita sembra eterna
poi d’un tratto
un’autostrada,
ai centotrenta,
un parabrezza.

 

 

 

 

🎧: Radiohead – There there


Credits

Immagine in evidenza: DryIcons

 

 

 

 

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑