Ti leverei trent’anni

Ti leverei trent’anni,
e delle ossa ne farei
robuste canne di bambù;
la mente lustrerei
come un argento,
e serva china ed ai tuoi piedi
sarei la lima su ogni callo;

un cuore nuovo,
il passo svelto,
col panno al dito
e il fiato caldo,
ti ridarei l’azzurro,
la nitidezza nello sguardo.

Ed in quell’ora di segreti
al dopopranzo,
mi siederei tornando figlia
sulle gambe,
a bassa voce leggerei
quello che ho scritto:

mi sentiresti, mamma
senza più chiedermi che ho detto.

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Claudia Tremblay

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