Il principio di un amore

Quanto fragile può essere
il principio di un amore,
quanto effimera
la luce del germoglio;
quanto forte la speranza
di resistere agli eventi,
all’incostanza nella cura,
la dipendenza
dal nostro essere acqua pura,
o vento caldo e dirompente.

Così teniamo,
tenere, le mani
come attorno a una fiammella,
per poi scontrarci senza accorgerci
di stare a calpestarlo.

Chiediamo troppo a questa vita
che non si sa cosa sarà?

Se quercia eterna,
o getto breve della terra.

La sua risposta è già riposta
nel suo seme.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Kristine Graudule

Primasera

Non sono più qui,
e neanche tu
sei qui:
lo sento.

Mi disoriento sicura:
quello che provo
è la mia sola guida.
Non so con esattezza
dove siamo,
è un posto sconosciuto
che ho veduto di straforo
tempo fa.

L’unica certezza
è che ci sei anche tu.

In questa nuova dimensione,
il qui altrove,
percepisco brulicare
l’emozione,
farsi strada sottopelle,
sfrigolare nelle vene,
concentrarsi nelle mani,
quasi a esplodere le dita,
mulinare in ogni parte
del mio corpo,
tremolare come fa
l’aria rovente,
quando il cielo
con la sabbia
concepisce l’orizzonte.

E non penso sia illusione.
No, non penso
a niente.

Sento solo che anche tu
vivi con me,
bruci con me,
e te ne vai,
migri nell’aria,
nelle traiettorie dei gabbiani
sulle nostre teste diventate
un’unica memoria,
nella musica che piove
dentro, addosso,
e dappertutto,
nel blu cangiante
della primasera,
nei lampioni incandescenti
che si accendono sull’acqua,
nel golfo calmo
e nella barchetta calma
di un pescatore assorto
nel guscio dei suoi riti
quotidiani,
negli automatismi
di un lavoro sempre uguale,
che forse sta fingendo,
o forse non si accorge
veramente
che un attimo prima
eravamo lì a parlare,
e un attimo dopo,
svaniti
nell’iridescenza della sera,
nella pioggia sottilissima
di un canto.

 

 

 

 

🎧: Pino Daniele – Quanno chiove

 


Credits

Immagine in evidenza: Agnes Cecile (Silvia Pelissero)

Preludio

 

 

Sbocciano gli occhi
all’epilogo del sonno.

Sei il mattino
che scorre
fra lamelle
di persiane chiuse
da tempo.

Le allargo un altro po’
per farti strada
fra gli intervalli
del legno
che piano si riscalda.

L’imposta a poco a poco
si spalanca,
tu indossi un sole giallo
al posto della gonna,
e prilli su di me.

Il sonno mi dà il suo arrivederci
– e tu –
non serve che mi dici buongiorno.

 

 

 

 

🎧:  Sunday  morning – The Velvet Underground

 


Credits

immagine in evidenza: Alessandro Gottardo

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