Valeria Minciullo – Poesie da “Preludio”

Inverso - Giornale di poesia

Oltremare

Ho visto il mare oziare in lontananza
sul letto d’alga verde della primavera,
distese d’oltremare adagiate sopra l’erba,
erano l’acqua che ninnava col vento,
la mancanza che si muta in sogno.

Ho visto il mare in lontananza
e l’ho raggiunto per immergervi la mano,
mi colsero sorpresi i capolini dei fiori sull’attenti,
e le creste blu dei petali che irridevano col vento
il mio sogno che ritorna mancanza e disincanto.

*

Un bacio

Saliva a ondate
l’acqua,
bocca a bocca,
scendeva un rio
segreto,
lungo il tronco,
stillava da una crepa
via dal monte,
scirocco il vento
dolce respirava,
sentivo l’erba rasa
farsi umida.

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Estratto da “Preludio” di Valeria Minciullo | L’Altrove — L’Altrove – Appunti di poesia

Preludio (Ensemble Edizioni, 2019) è la prima raccolta in versi della poetessa messinese Valeria Minciullo. Di seguito ve ne proponiamo un estratto. Il mio piccolo cielo sul mare Ansima il cielo, il mio piccolo cielo sul mare, e mi chiedo se sa, se ha visto a Ponente quel ponte campato crollare, le vite all’oscuro cadere,…

via Estratto da “Preludio” di Valeria Minciullo | L’Altrove — L’Altrove – Appunti di poesia

Mi basta un niente

Mi accontento di brevi felicità:

un libro appena preso,
accarezzare il gatto,
qualcosa che mi piace da mangiare,
il vino buono, un bel vestito,
andare un po’ a teatro.

Il resto, nel frattempo,
scorre liscio,
e quasi mi stupisco
se non ti penso affatto,
a ridere di gusto,
di stare credo bene.

Ma poi mi basta un niente,
il guizzo di un ricordo:

la scia di una canzone
che ritorna,
un po’ del tuo sapore
trattenuto,
la luce repentina di uno sguardo,
la linea del profilo mentre guidi,
Valeria”,
come lo dici,
un uomo che non c’entra
e ti somiglia,
la mano aperta impressa
e ancora cara,
le labbra che s’increspano un pochino
se le chiudi.

E in me,
da qualche parte,
esplodi amore.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Francisca Borzea

Dipende dal con-te-sto

 

Mi perdo nell’azzurro
del contesto
seguendo rapita
la scia di un aeroplano,
il volo di un gabbiano,
per ritrovarmi sola
stringendo la mia mano.

M’illudo sia quel tempo
in cui mi perdevo
nell’azzurro
del tuo sguardo,
rapita vi scorgevo
la scia di un aeroplano,
il volo di un gabbiano,
per ritrovarmi sola
con te accanto
e la tua mano
fredda stretta
nella mia.

 

 

 

🎧: Mia Fora Thymamai – Arleta

 


Credits

Immagine in evidenza: Alessandro Gottardo

 

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