Piccola morte

Conserva un residuo
d’amore
per quando andrai via,
abbi un’ultima cura
per me.

E vai via
senza farti sentire,
e vai via a piedi scalzi,
e vai via come un gatto;
esci come la notte
mentre ancora sonnecchio,
non guardarmi neanche,
dammi un bacio di vento,
non lasciarmi
un biglietto, né un fiore
all’ingresso.

Tanto il muto passare
delle ore,
il compianto di tutte le cose
mi diranno di te.

Ma la porta, ti dico,
la porta tu lasciala
un poco socchiusa,
fai passare l’odore
del giorno,
e la luce che attende
il risveglio.
Cosicché,
non appena vorrò,
potrò uscire
e tu, forse, volendo,
tornare.

Rendi dolce
come un lento risveglio
questa piccola morte
apparente.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Pedro Tapa

Si ringrazia massimolegnani per avermi suggerito di cambiare il finale

31 risposte a "Piccola morte"

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  1. “mentre ancora sonnecchio,
    non guardarmi neanche,
    dammi un bacio di vento,
    non lasciare un biglietto,
    né un fiore all’ingresso.”

    Questa parte è rimosissima e musicale. Mi piace!

    Mi piace anche tutto il senso della poesia, di questa morte “reversibile” 🙂

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      1. Lo esclusa solo perché non era rimosa con le seguenti, ma è chiaro che gli dà un senso il tutto 😀 e poi la metafora del gatto… mentre leggevo immaginavo un gatto nero che usciva, di notte, da una porta socchiusa dalla quale usciva una luce.

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      2. Mi sono concentrata solo sulle parole finali 😂 ma non dico che le altre siano stonate! Dicevo solo che quella parte che ho sottolineato, l’ho letta tutta d’un fiato, e l’ho sentita molto rimosa. Vento-biglietto-ingresso-.

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  2. “il compianto di tutte le cose” è il bellissimo verso-chiave che racchiude il senso e suggerisce il modo.
    la poesia è tutta condotta sull’identica nota malinconica e morbida.
    Molto bella, molto piaciuta per cui non ho alcuna remora a bocciarti l’ultima parola, reversibile che (a mio sentire!) stona per ritmo e per qualità. O chiudi con piccola morte (la cui possibile temporaneità è già intuibile dalla porta socchiusa) oppure espliciti in altro modo la “reversibilità” (da cui risorgeremo? forse apparente?)
    ml
    (e perdona la franchezza)
    🙂

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    1. Ciao Massimo, intanto grazie per la tua analisi, e non devo perdonarti niente: ce ne fossero sempre di commenti così! Anche io subito ero indecisa su quella parola, ma poi, rileggendola più volte, mi stava iniziando a piacere. È vero, rompe un po’ con il resto, ma l’effetto lo trovo azzardato in senso buono; capisco però che va a gusti.
      Mi hai dato comunque lo stimolo per pensarci un po’ su.

      (riletta: anche “apparente” chiude molto bene, ma mi dà l’idea di certezza, io invece vorrei rendere l’idea della possibilità, come qualcosa che può accadere come no. Ed effettivamente l’immagine della porta socchiusa porta con sé tutto il messaggio.)

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      1. sono tornato a leggere la poesia e più la leggo e più mi piace e più penso che dovrebbe concludersi senza aggettivo finale.
        Tra l’altro chiudere con “questa piccola morte” porrebbe l’accento su di essa,evocando sullo sfondo un altro significato più intimo: un ultimo amplesso, un ultimo piacere (la piccola morte!) prima dell’abbandono.
        vabbè devo smetterla di sostituirmi alle intenzioni dell’autrice 🙂

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      2. Ciao Massimo! Mi fa piacere che torni qui a rileggere, ri-apprezzare e commentare.

        Però non penso di cambiarla. Mi sembra che senza “apparente” le manchi qualcosa.
        Poi ho visto anche io cosa si intende in realtà con “piccola morte” (significato che tra l’altro si abbina benissimo all’immagine che ho scelto), ma mi pare che diventerebbe tutto troppo contorto.

        Sentiti comunque libero di darmi sempre i tuoi suggerimenti.

        Piace a 1 persona

  3. Molto bella questa tua delicata poesia.
    Perdona anche me, se puoi, ma quel ” reversibile ” taglia un ritmo perfetto e coinvolgente, “piccola morte” già lascia intuire fluida una morte altra e transitoria.
    Scusa se mi sono permesso, non commento quasi mai, ma questa tua poesia è troppo bella per non costringere il lettore a prendersene cura .
    🙏Ciao

    Piace a 1 persona

      1. Non pensavo fosse autobiografica. Speravo in una semplice poesia. Pardon.

        Ti lascio questa frase, che sento molto vicina al mio pensiero.
        “Le nostre ferite sono spesso le aperture nella parte migliore e più bella di noi”. (David Richo)

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