Lasciare, andare via

Il ramo teso si è spezzato
sotto il peso dell’attesa
e del silenzio,
e più non voglio riattaccarlo
d’illusioni e finti fiori
a primavera.

Resta lì – tronco –
rigido ai miei piedi,
memoria dell’eccesso
e del perduto,
e la sua vista mi sarà
presenza e assenza,
precetto del lasciare andare via
l’inutile e dannoso
sostenere.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Ensee (Mi-Kyung Choi)

11 risposte a "Lasciare, andare via"

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  1. mi soffermo sul titolo che avevo letto frettolosamente, senza notare la virgola, e mi aspettavo perciò dei versi morbidi, tipo lo sciogliere la gomena d’attracco alla barca per lasciarla scivolare via.
    usi invece l’immagine del ramo spezzato per dire un qualcosa di cruento, non indolore e allora ecco che ritorno al titolo, noto la virgola, e tutto quadra. Sei tu che lasci e vai via, sei tu i ramo spezzato dall’attesa e sei comunque tu che spezzi il ramo a dare un taglio netto.
    versi aspri e piaciuti.
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Massimo, grazie per avermelo fatto notare!

      Non sto scherzando, ma davvero non avevo fatto caso a questa cosa della virgola che spezza la frase come il ramo; l’ho spezzata semplicemente perché ho visto che acquistava un altro senso che andava comunque bene per il senso della poesia.

      ps: per me il gioco lo avevo già fatto con ramo/tronco, ma questo è molto più interessante!

      Piace a 1 persona

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