Il mio piccolo cielo sul mare

Ansima il cielo,
il mio piccolo cielo sul mare,
e mi chiedo se sa,
se ha visto a Ponente
quel ponte campato
crollare,
le vite all’oscuro
cadere,
i volti distinti
degli uomini in grigio
gli esperti
annegare ogni colpa.

Io credo che sappia,
– m’illudo c’insegni –
e su questa mia piccola terra
mi sembra che si agiti
in alto una belva,
e ha gli artigli lucenti
che graffiano i lividi
muri,
un ruggito che intima fuga.

La minaccia è incombente,
ma la gente al suo lido rimane,
l’estate, la vita normale
continua

– È giunta la pioggia
– No, è solo un bambino che gioca
coi sassi sull’acqua

Attendono gli uomini,
indugiano, sfidano il tempo

e nel mentre dimenticano

finché non arriva
– annunciato –
il tracollo del pianto.

 

 

 


Credits

Immagine in evidenza: Nynne Rosenvinge

10 risposte a "Il mio piccolo cielo sul mare"

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  1. Qualcuno la definirebbe “poesia sociale” ma la lirica va sempre oltre, supera il crollo e entra nella dimensione di un’analisi che è rabbia, speranza, malinconia, vita.
    Chi sì siciliana si viri macari dalla sintassi emotiva.
    Mi piaciu assai… A volte i ponti crollano anche al di là dello stretto.

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      1. Vivo a Catania da 30 anni… Lo hai capito dal ” macari” penso. Ma sono nato a Palermo con parenti a Trapani.
        Salutiamo.

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